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ABOUT ME

Founder {Habanero Angelica} &  {Habanero Handmade} 
Eco-Friendly Beauty & Lifestyle Blogger  ⊷ 
Artisan 
Visual-Storyteller


Angelica Cappadonna, blogger e articolista, dal 2011.

Habanero, blog poliedrico, nasce dalla voglia di condividere la mia passione per l'artigianato. Nel tempo si rinnova, cercando di dare voce al lifestyle, a tutte quelle che sono le mie passioni: cosmesi naturale, biologica e vegana; ricette di bellezza homemade; fotografia; viaggi; lifestyle.

La mia piccola finestra sul mondo.

Habanero? Il nome Habanero nasce dalla mia passione per i peperoncini. 

L'habanero è una specie di peperoncino, proveniente dall'Avana, ritenuto per 14 anni (fino al 2006) il peperoncino più piccante al mondo.

Qualcosa in più sul mio conto?  

Convertita alla cosmesi naturale e biologica dal 2012. 
Adoro l'arte e l'artigianato. La mia passione più grande è realizzare monili, che creo dal 2004. 
Mi piace stare a contatto con la natura. Ho la fortuna di vivere in un'isola bellissima che mi offre mare, sole, colline e lei: la signora Etna. 
Sempre alla scoperta di posti inesplorati, adoro fotografare tutto quello che fa nascere dentro me un'emozione. 
Coltivatrice di peperoncini biologici; collezionista di legni spiaggiati, vetrini di mare, conchiglie, sassi, cappelli, borse e monili; panda supporter. Ailurofobica e claustrofobica.

Il mio sogno da realizzare? Risiedere nell'isola della pomice, in una piccola casetta a Marina Corta, vivendo d'arte e artigianato.

Odio et amo.
Amo: mia mamma, la mia famiglia, i miei tre migliori amici, la luna, il mare, i tramonti, i fiori, tutte le gradazioni di azzurro e blu, il color oro, il nero e il rosa cipria, il cinema muto, la musica di Jovanotti, Ligabue, Coldplay e i Green Day, il vetro forgiato dal mare, la lettura, il vintage, lo stile shabby chic, la raffinatezza, i limoni, le fragranze speziate e quelle agrumate, la lavanda e il suo profumo, le stelle, le perle, gli zaffiri, la pioggia, le colazioni lunghe, le patatine fritte, la granita al limone, i cannoli con la ricotta, i fichi secchi, Juan Cuadrado, la mia Sicilia, la mia città, i capelli ricci in un uomo, le tartarughe, la coffa Siciliana, i non ti scordar di me, le rose bianche, le carote, il cinema, i bambini, il Natale, la delicatezza, il miele all'eucalipto, gli oli vegetali, le lenzuola in flanella, le spremute di agrumi, le spa, i resort, viaggiare, il caffè espresso, la Juve, l'umiltà, le barchette colorate, la poesia di Alda Merini, i peperoncini, gli occhiali da sole, i velieri, le idee brillanti, la sensibilità, chi dona senza la pretesa di ricevere, il silenzio, chi parla solo quando è necessario, le persone riservate, chi sa ridere nonostante tutto, Marilyn Monroe, Lipari, le porcellane Delft, la lingua francese, gli smalti per unghie, la pasta, il cocco, la zagara, i sognatori, gli artisti (quelli veri), i dolcevita, le ciliegie, le fragole, i fenicotteri, le confetture, gli arcobaleni, le girandole, la granita di mandorle tostate, i gelati alla frutta, l'anguria, i pistacchi, i pasticcini con la panna, i fichi d'India, i ventagli, il buon gusto, gli upupa, i tessuti a stampe cachemire e floreali, le felci, i risotti, gli occhi buoni, i tacchi a spillo, nuotare, i baci sulla fronte.

Avversioni: le temperature rigide, il colore bordeaux su borse, scarpe e abbigliamento, i teschi, cosmetici convenzionali, chi vuole imporre il proprio pensiero, gli arroganti, gli ostentatori, i classisti, tutto ciò che è commerciale e dozzinale, la volgarità, l'alloro, la tecnologia, i fulmini, l'inciviltà, il fumo, le bevande calde, chi pretende un'uscita inseme a me quando non mi va, chi cerca di costringermi a fare qualcosa, i diamanti, il caffè al mattino, spegnere le candele sulla torta di compleanno, i capi d'abbigliamento con pelliccia anche se ecologica, la cannella, chi vuol dimostrare di aver carattere con sceneggiate e/o sbraitando, chi parla a voce alta, i cafoni, le omissioni, chi si piange addosso, gli alcolici, chi puzza di alcol, i rumori assordanti, chi si lamenta di tutto e per tutto, le discoteche, il caos, l'odore del giglio, l'ordine maniacale, i centri commerciali, le fragranze dolci, il make-up marcato, il carnevale, halloween, chi si crede sempre nel giusto, gli estremi di qualsiasi genere, tutto ciò che è fake taroccato, gli invadenti, la gente che mi riempie di domande sulla mia vita, i capelli sporchi, le scarpe da uomo aperte, gli sprechi, gli uomini depilati, chi stressa, chi esprime un concetto senza essersi documentato, il gelato zuppa inglese, il caffè della moka, i fazzoletti profumati, chi si crede arrivato, ballare, i maglioni corti, i bikini in neoprene, i cetrioli, il consumismo, i luoghi comuni, le unghie finte, chi crede di farmi fessa, i nei, chi nega l'evidenza, i secondi fini, chi dona qualcosa al solo scopo di riceverne un'altra in cambio, le telefonate lunghe, le amicizie simbiotiche, la cipolla, chi cerca di tarpare le ali agli altri, chi non rispetta la mia libertà, chi si cosparge di deodorante piuttosto che lavarsi, la granita alle mandorle, la frutta sciroppata, gli arancini, i cibi grassi, il vento, la nutella, le converse, gli opportunisti, le sopracciglia non in linea con il naso, chi in compagnia si assenta per stare con il telefono, attendere, gli stivaletti lumberjack et similia, gli scrocconi, i plateau che superano 1,5cm, chi critica l'aspetto fisico degli altri, l'odore del tea tree, i fuochi d'artificio, la cattiveria, chi utilizza un linguaggio scurrile, chi usa gli appellativi "amore" - "gioia" - "tesoro", ecc..., i luoghi affollati, chi si prende troppo sul serio, la barba, l'odore di sigaro, il termine "invidia".






Perché biologico? 

La mia scelta non fu radicale, come ogni mia scelta nella vita, fu ponderata, riponderata, valutata e testata. 
Cominciai a piccolissimi passi, con le mie semplicissime maschere per il viso homemade.
Perché non è facile rinunciare al fondotinta ultra performante, alle creme corpo fluide che non lasciano scie bianche, agli shampoo schiumosi, profumosi e districanti, alle essenze penetranti dei prodotti cosmetici convenzionali. 
Ci si abitua pian piano, prendendo dimestichezza e coscienza, di tutto quello che quotidianamente utilizziamo. 
Sono scelte di vita, pertanto non giudicherò mai chi utilizza prodotti convenzionali, tuttavia credo che bisognerebbe, come ogni cosa che ci riguarda, documentarsi e prendere consapevolezza su ciò che utilizziamo, solo dopo possiamo dire di essere davvero liberi ed edotti delle nostre scelte.
In giro sento e leggo tanta ignoranza a riguardo, c'è chi pensa che scegliere prodotti non convenzionali sia solo una moda, chi afferma che sia solo una nuova trovata delle aziende per speculare denaro agli acquirenti, ecc... Personalmente a queste affermazioni rispondo, che bisogna informarsi, documentarsi e studiare, prima di esprimere qualsiasi tipo di pensiero.
 
Sono un consulente intermediario di cosmesi biologica, naturale e vegana, ho studiato e continuo a studiare, e a provare su me stessa ogni prodotto.
 
Passare ai prodotti naturali e biologici è una scelta per MIGLIORARE la propria vita e per RISPETTARE e sentirsi in ARMONIA con l'AMBIENTE
Non è una "moda", non avrebbe senso, ad esempio, utilizzare una crema viso biologica e poi spalmarsi il fondotinta pieno di ingredienti che occludono i pori [come spesso succede], non ne ricaveremo beneficio né per la nostra pelle né per l'ambiente e oltretutto il prodotto biologico non ci piacerà mai, poiché non ci darà i risultati sperati. Stesso discorso per i prodotti per capelli, lo shampoo è il prodotto con cui all'inizio del passaggio si hanno più difficoltà, problematiche che scompaiono nel giro di un mese se si ha costanza e se si utilizzano solo prodotti senza siliconi e affini; esempio pratico: utilizzo lo shampoo bio e una spuma convenzionale, il risultato sarà pessimo e i miei capelli avranno un aspetto peggiore di prima.





Artigiana per scelta o per passione? Credo di essere nata perlinatrice; Da bambina costringevo mia mamma a fare il giro delle mercerie per comprare perline, lustrini e paillettes; Con il filo di rame o elastico creavo braccialetti e anellini per le figlie delle colleghe di mia mamma, mi gratificava vedere la felicità di quelle bimbe, come me, ogni volta che regalavo loro qualcosa realizzata con le mie mani.
Con gli anni questa voglia di creare bijoux andò scemando, ma rimasi comunque una ragazzina fantasiosa. Fin quando a 18 anni, esasperata dalla ricerca di un paio di orecchini , che non riuscivo a trovare, decisi di farmeli da me. Mi documentai, comprai le riviste dedicate, i libri sulle pietre dure e i cristalli, seguii i tutorial online, intrattenni tante volte i bengalesi al mare per farmi insegnare alcuni trucchetti del mestiere. Pian piano cominciai questo percorso, creando brutture spesso e volentieri, ma da allora non ho mai perso la voglia di dare vita a nuovi gioielli, di dare sfogo alla mia fantasia e di mettere l'amore per la mia terra anche nelle mie creazioni.
  
"Anche se dipingo una mela, c’è la Sicilia."
(Renato Guttuso)

Le mie creazioni non hanno uno stile prestabilito e non hanno età! Creare è non porsi confini, non è imporsi degli stili o tecniche, non è studiare l'acquirente ma seguire l'impulso. Se tutto ciò accade, non abbiamo più a che fare con un creativo ma con un mercenario. Questa, oggi e ieri, è sempre stata la mia dottrina e tale rimarrà. Fiera di non pormi limiti, di non impormi uno stile e di non praticare marketing.