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Le chiamavano INFLUENCERS

By 08:00 , , ,


Da tempo mi frulla per la testa l'idea di scrivere questo post, tutte le volte che questo pensiero mi è balenato in mente e ho avuto qualche parola da mettere nero su bianco, poi qualcosa mi ha sempre trattenuta, sarà stato il mio buonsenso, quello che mi fa comprendere che il tempo è prezioso e bisogna impiegarlo per migliorarsi, sarà stata forse la consapevolezza che probabilmente le mie parole non avrebbero cambiato il modo di agire altrui, non so fatto sta che ho sempre rimandato a poi.

Alla vigilia di questo primo fine settimana d'Aprile, un po' di tempo da spendere, tuttavia mi è avanzato, per cui esprimerò il mio pensiero su un fatto increscioso, dal mio punto di vista, che si espande a macchia d'olio.
Premetto che scrivo questo post dal basso, senza ergermi a maestrina, senza superiorità, senza appellativi che non mi appartengono (fashion blogger, influencer, tuttologa, ecc...), perché io alla fine sento di essere una semplice donna, che insegue i suoi sogni, che ogni giorno con sacrifici cerca di realizzarli, che parla di lifestyle che rispecchia in todos il suo stile di vita, che argomenta di cosmesi ecobio perché ha davvero interesse per la natura e il benessere, che legge ogni giorno e studia per saperne di più.

L'argomento di quest'oggi sono le ACCATTONE alias: INFLUENCERS [(finte, parlo di quelle finte sia chiaro) sono le stesse che fino a poco tempo fa si facevano chiamare blogger, nondimeno fasulle dalle attuali].

Si caratterizzano per il loro innato narcisismo, tale da far sì che, ognuna di loro si appelli, senza reale risconto: INFLUENCER.

Ma andiamo per ordine, cominciamo dalle nozioni base e proviamo a spiegare il termine influencer (non si sa mai a qualcuna potrebbe esser sfuggito):

[fonte: vocabolario Garzanti] influencer
v.tr. 

coniug. come placer
influenzare: se laisser facilement —, lasciarsi influenzare facilmente; — l’opinion publique, influenzare l’opinione pubblica.


Fin qui credo che ci siamo, se ancora qualcuno avesse qualche dubbio, l'influencer altro non è che un influenzatore; esempio pratico, l'influencer  acquista un qualsiasi bene materiale e chi lo segue acquista lo stesso bene materiale per il semplice fatto di averlo visto a quella persona (il discorso si estende anche a stili di vita, modi di pensare, ecc...).
Bene dopo aver chiarito a grandi linee il concetto, vi esprimo che, dal mio punto di vista, se acquistate un paio di scarpe e il giorno dopo le acquista la vostra vicina, siete semplicemente influencer della vostra comare, ma non è un buon motivo per appellarvi influenzatori di alto calibro.

Il passo successivo è ostentare seguaci sul web, torniamo allo stesso discorso di prima, se comprate PAGANDO o con altri metodi, 10-20-30...mila followers e poi avete meno di un centinaio di like e commenti sulle vostre pubblicazioni, non state influenzando una fetta consistente di gente (anche se comprendo i meccanismi e so perfettamente che alcune aziende e PR se non vedono quel 10k, non ti calcolano), state "influenzando" solo qualche tailandese.

Successivamente troviamo la fazione delle influencers emergenti, le influenzatrici condominiali, quelle che nonostante la scarsa popolarità e la totale assenza di passione e di obiettivi, amano appellarsi con questo pseudonimo, per far colpo su PR e aziende. Sono uguali alle influencers di cui parlo sopra con l'unica differenza che non spendono nemmeno un misero euro per l'acquisto di finti seguaci.

Ma c'è una cosa che accomuna entrambe le fazioni: l'accattonaggio.
Analizziamo il loro comportamento telematico ossessivo compulsivo; le giornate di questi individui trascorrono pressoché al pc o con lo smartphone sempre tra le mani, alla spasmodica ricerca di beni materiali gratuiti e non importa se è il turno di una suola per scarpe o di una confezione di compresse, tutto va bene purché sia gratis.
Funziona più o meno così: pubblico una foto o un post ed eccoli lì pronti gli avvoltoi del web, in men che non si dica, copia e incolla della e-mail alla povera mal capitata azienda o piccola realtà, nella quale, dall'alto del loro piedistallo si presentano qualificandosi rinomati influencer con un consistente seguito e una elevata preparazione e professionalità. I famosissimi TUTTOLOGI DEL WEB che menziona Francesco nella sua song.

Il mio pensiero è indubbiamente opinabile, tuttavia nasce da tanti accaduti, è figlio della mia falsa sbadataggine, perché so bene che posso dare l'impressione di stare tra le nuvole e di non possedere il dono dell'intuito, la realtà è un'altra, io vedo e intuisco anche l'inimmaginabile, perché sono scaltra, sagace e abbastanza brava ad anticipare le azioni degli altri; nasce dagli sfoghi di aziende stufe di ricevere centinaia di e-mail che si susseguono a ogni mia pubblicazione; nasce dal mio sentirmi a disaggio di fronte a questi comportamenti che non mi appartengo ma nella quale qualcuno potrebbe identificarmi, in quanto facente parte della "categoria blogger".

Io non giudico chi ha una passione e inizia, da qualche punto deve pur iniziare, non giudico chi in maniera educata, intelligente e senza pretese manda una e-mail ad un brand alla quale è realmente interessato, non giudico chi per portare avanti la sua passione all'inizio investe per farsi notare, questo no.
Ho più che altro un'avversione per chi ogni giorno spreca il suo tempo nella mia (o di altri) galleria o blog alla ricerca di nuove "collaborazioni", per chi nemmeno ti segue ma è sempre là pronto a spiare il nuovo prodotto o servizio pubblicato, per coloro che non seguono un obiettivo, per quelli che non hanno una vera passione, per quelli che seguono la corrente ma non i propri sogni, per quelli che denigrano il lavoro delle aziende e il lavoro dei blogger che ogni giorno fanno di tutto per migliorarsi e imparare, per quelli che speculano, per quelli che rappresentano la parte avariata della mela; lo dico io che sono sempre stata per il "vivi e lascia vivere" ma anche per il "non danneggiare gli altri" e ancora per il "non pestare la mia coda, perché dopo calpesto 10 volte la tua".

So bene, che dopo questo post mi procurerò innumerevoli inimicizie, ma io francamente di queste false amicizie, di queste finte simpatie, non ho nulla che farmene, pochi ma buoni, a me basta. 
E un consiglio alle care "amiche" e "sostenitrici" voglio darlo, evitate di commentare questa mia pubblicazione, evitate di approvare quello che dico, evitate di ritrovarvi nelle mie parole, evitate... Evitate se volete risparmiarvi figuracce. Nessun PR o azienda mi ha mai fatto i vostri nomi ma so chi siete, una ad una, perché vedo anche l'impensabile.

Oggi 1°Aprile avrei dovuto pubblicare, come ogni primo del mese, il recap instagram, ma non lo farò sono troppo amareggiata per condividere bellezza.

Buon sabato!

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13 Comments

  1. Ciao cara, io ti seguo da poco non per menefreghismo ma proprio per questioni di tempo e un pò perché siamo davvero tante ed è difficile seguire tutte in tutti i social, anche se vorrei leggere tutti i post di tutti i blog a cui sono iscritta perché ognuna ha sempre da insegnarmi qual cosa! Ma oggi, vedendo il titolo del tuo post, ho pensato che fosse una sorta di sfogo che condivido pienamente perché le persone sono diventate troppo egoiste e si credono anche furbe!Il mondo dei social è un bel mondo perché ti dà la possibilità di imparare tanto e conoscere tante realtà diverse ma purtroppo ci sono persone che sminuiscOno tutto questo per un like o una iscrizione! Che tristezza!

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  2. Angelica , condivido ogni tua singola parola! Tempo fa feci anche io un post sulle simile influencers che però osservava il fenomeno da un altro punto di vista, purtroppo questo mondo dorato ...almeno apparentemente...così dorato non é ! Anzi! Bacio grande <3

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    1. Ciao Laura, se puoi mi mandi il link? Ti ringrazio.
      Baci.

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  3. concordo con ciò che scrivi...ormai è abbastanza squallido tutto qst sistema...baci

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  4. condivido ogni singola parola...
    la nuova moda fra le ragazzine è fare questo, foto bimbo minkia per farsi regalare qualsiasi cosa... e manco si sforzano ad avere un blog, postano una foto tutta rosa e curiociosa e via!

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  5. Vogliamo aggiungere i danni che stanno facendo le agenzie? Vedi in giro certe "capre" che non capiscono nulla di beauty, ma sono presenti ad ogni evento e ti presentano ogni prodotto come miracoloso? Vabbé, meglio lasciar perdere, non ne vale la pena...
    Un abbraccio!

    TruccatiConEva

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    1. Infatti Eva, è gente incompetente, che afferma la qualità inesistente del prodotto, pur di riceverne altri gratis.
      Persone che non hanno mai aperto un libro di cosmesi per capire come funziona la pelle, l'organismo e gli ingredienti nelle formulazioni.
      Grazie per esser passata, baci.

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  6. Hai perfettamente ragione.
    Ci sono YouTubers che addirittura fanno vedere (sia su SnapChat o Instagram Stories) tutti i milioni di prodotti che ricevono.
    Ma che poi però non vengono MAI recensiti,o perlomeno ci fanno vedere le review di due stronzate...e tutte le altre cose?
    Noi "seguaci" o comunque "interessate" a sapere comè quel prodotto (che la maggior parte delle volte poi è costosissimo) non sapremo mai come si comporta o se è valido oppure no.
    Insomma si limitano a farti "rosicare" nel vedere le cose più belle del mondo che ricevono ma non le recensiscono mai...che poi gli vengono inviate per quello.
    Squallide!

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    1. Cara Federica, il costo bisogna anche capire a cosa è dovuto. Se si tratta di cosmesi convenzionale ad esempio, posso assicurarti che il prezzo elevato è dato solo dal nome del brand, per quanto riguarda la cosmesi biologica, certificata, vegan, ecc... spesso i costi alti sono dovuti al costo degli ingredienti che sono davvero pregiati, poi si paga tutto, il lavoro che c'è dietro ad una formulazione, il costo di certi ingredienti che hanno un valore commerciale più alto rispetto ad altri, le certificazioni, insomma il prezzo è dato da tanti fattori; poi vabbe anche alcuni brand di cosmesi non convenzionale, si fanno pagare di più per la loro popolarità.
      Queste vlogger e blogger a cui ti riferisci sono quelle più famose a cui interessa solo il compenso monetario che acquisiscono per ogni collaborazione, del prodotto non gli e ne frega nulla, spesso lo buttano.

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  7. Ho divorato questo testo perché credo fermamente nelle tue parole. Lo sto ripetendo forse troppo spesso ultimamente ma la parola Blogger comincia a starmi stretta, c'è troppa falsità ma soprattutto la maggior parte delle persona ha perso il reale significato della parola blogger/influencer ecc. la passione prima di tutto e io vedo subito chi c'è l'ha e tu sei certamente una di queste, per tutto il resto si va avanti e tante volte rimango sbalordita di come le aziende non se ne rendano conto. Tutto nasce solo e unicamente dalla passione, dalla tanta dedizione e cura per il proprio lavoro ma non certamente da follower comprati e zero interazioni. Grazie per questa tua condivisone mi fa piacere di non esser l'unica a vedere tutto questo.

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